Bunny square (Coniglietto da un quadrato di maglia): traduzione

Questo è un post che dedico ai lavori natalizi cui ho accennato nell’articolo  “Pattern di Natale 2012 per Fondazione San Vincenzo (finisce l’estate è già cade la neve???? boh?)”
Il pattern, lo dico subito così potete risparmiarvi le mie allucinanti divagazioni, lo trovate nella pagina dedicata: Pattern.

E subito anche un grazie enorme a Jackie Erickson-Schweizer (il suo sito è “Beaded and Lace Knitting Patterns from HeartStrings FiberArts”) che nemmeno il tempo di scriverle per chiedere l’autorizzazione a tradurre e usare il pattern a scopo benefico, che già m’aveva detto “Sì”!
Ed è stata così gentile da dedicarmi pure un post sul suo sito!!! Succede di rado di poter conoscere una donna così disponibile, gentile, efficiente e premurosa.

THANKS JACKIE!!!!!
BUNNY SQUARE (traduzione) – Coniglietto da un Quadrato di Maglia
by Jackie Erickson-Schweizer – foto by Paolo D.P.

Mentre preparavo le “creaturine” mi sono reso conto che, con innocente semplicità, anche loro avevano  qualcosa da insegnarmi. Ovvero: come fare i “Mochimochi”

 

small_km_shopp1.jpg
Copertina di Knitting Mochimochi by Anna Hrachovec

“Mochimochi” è il termine scelto da Anna Hrachovec per descrivere nella maglia l’equivalente di “Amigurumi” nell’uncinetto..
Ho ricevuto in regalo da Kate Madebykate il libro “Knitting Mochimochi” (vedi sopra la copertina) e mi sono subito infatuato di questi soggettini!

Per chi non sapesse cosa siano nè gli Amigurumi nè i Mochimochi seguono due foto esplicative 😀

Foto Matita Mochimochi dal libro “Knitting Mochimochi”
Foto Matita Amigurumi
by Moonscreations on Etsy.com

Per farla breve, sono tutta quelle serie di ninnoli e gingilli, molto graziosi, ricchi di dettagli minuziosi, che a volte riproducono miniature di oggetti realmente esistenti e altre volte sono vere e proprie creazioni immaginifiche!
Si fanno lavorati in tondo, in piano, imbottiti, vuoti, irrigiditi da da fil di ferro o sostenuti imbibendoli di misture “inamidanti” composte da colla vinilica e acqua, costituiti di un un sol pezzo oppure formati da tanti piccoli particolari.
Quasi sempre sono lavorati in filati acrilici o cotone, per gli infiniti assortimenti delle loro cartelle colori e per la loro resistenza all’usura.
Ma gli Amigurumi e i Mochimochi sono anche un metodo utilissimo per riciclare anche quelle pochissime gugliate di quel tale filato avanzato che non si sa proprio che farci! Filati fantasia, filati stampati,etc…..ci sono Mochimochi per tutti i gusti e tutte le stagioni!
Come gli Amigurumi, se ben eseguiti possono essere delle vere e proprie opere d’arte.

Non a tanto vuole arrivare questo semplice coniglietto che, più che un Mochi-mochi è…un’origami!
A differenza della carta usata negli origami però, la maglia è molto elastica.

Foto Chinese Rabbit Origami
by Paperkawaii.com

Se è vero che alcune forme complesse si ottengono solo sagomando opportunamente i pezzi con varie tecniche, è anche vero che con opportune cuciture, imbottitura ben distribuita e qualche tocco “espressivo” di ricamo e qualche dettaglio (un nastro, una perlina, un pom-pom) anche un neofita della maglia può ottenere questo coniglietto..

Per questo coniglietto basta saper fare un quadrato a maglia!

Che sia a maglia rasata diritta (la parte liscia per intendersi) o maglia rasata rovescia (lato “ruvido”) o anche a maglia legaccio (tutti i ferri a diritto), poco importa. Sceglierete il lato (o il punto) che vi piacciono di più per la “pelliccia” del vostro coniglietto.

Poco importa anche la finezza del filato perchè basterà scegliere il numero di ferri più adatti a lavorarlo.
Magari meglio un filato non troppo “asciutto/secco” che non rigonfierebbe a sufficienza. Sconsigliabili quindi cotone, lino, viscosa, etc…e tutte quelle fibre che una volta lavorate ed imbottite, non avrebbero la capacità di riempire i “vuoti” fra maglia e maglia.
Per la stessa ragione sconsiglio i filati troppo scuri (a meno che non disponiate di imbottitura scura e non bianca). Vedete bene da soli che dalla mia foto che sulla capoccia si intravede un po’ di bianco del “ripieno”
Una lana qualsiasi, anche in mista con sintetico, andrà benissimo. Meglio ancora se una mista con mohair, angora, insomma con un filato pelosetto che faccia l’effetto “soffice e mobido” una volta terminato il coniglietto.

Tenete conto che l’autrice Jackie Erickson-Schweizer prevede circa 32 metri (10 gr.) di filato da lavorare con i ferri 4 mm per un coniglio in tinta unita, quindi se il vostro avanzo è di meno, potete farlo alternando più colori ogni 2 ferri. Spazio libero alla fantasia, dunque!

Non vi resta che seguire le istruzioni dell’autrice che io mi sono limitato a tradurre pedissequamente.
Vi lascio anche un paio di “trucchetti” che ho scoperto se, come me, intendete realizzare un battaglione di conigli.

  • SEGNI PER LE CUCITURE: metteteli mentre state lavorando il quadrato, così da non doverci tornare sopra una volta che l’avete terminato. E’ sufficiente suddividere il quadrato in porzioni prima ancora d’averlo sferruzzato.
Schema dal pattern BUNNY SQUARE (traduzione) – Coniglietto da un Quadrato di Maglia
by Jackie Erickson-Schweizer

Procuratevi dei pezzetti di filato in colore contrastante e per ogni quadrato tagliatene 8 gugliatine di 10 cm circa.
Supponiamo che il quadrato sia di 36 maglie x 42 ferri.
Annoderete (con un cappio scioglibile, mi raccomando!) le gugliate durante il lavoro nei seguenti punti:
Durante l’avvio delle maglie – nei punti A ed A’ dello schema, primo ed ultimo quarto del lato basso – (nel nostro caso, 36 maglie diviso 4 = 9 maglie. Il primo segno si inserisce fra la 9° e la 10° maglia, il secondo segno fra la 27° e la 28° maglia d’avvio)
A 1/3 dell’altezza totale – punti H, C e C’ dello schema, centro e lati del lavoro – (nel nostro caso 42 ferri diviso 3 = 14 ferri. Al 14° ferro si inseriscono due segni ai lati del lavoro e uno fra la 18° e la 19° maglia)
A metà dell’altezza totale – punti D e D’, lati del lavoro – (nel nostro caso 42 ferri diviso 2 = 21 ferri. Al 21° ferro si inseriscono due segni ai lati del lavoro)
Durante la chiusura – punto F dello schema, centro del lavoro – (nel nostro caso 36 maglie diviso 2 = 18 maglie. Un segno viene inserito fra la 18° e la 19° maglia di chiusura)

  • ESPRESSIONE: è fondamentale, data la semplicità d’esecuzione e scarsità di dettagli di questi lavori.
BUNNY SQUARE (traduzione) – Coniglietto da un Quadrato di Maglia
by Jackie Erickson-Schweizer – foto by Paolo D.P.

Quando imbottite l’oggetto: distribuite l’imbottitura  a piccoli pezzi, mettendone o togliendone a seconda di come volete che sia il vostro Bunny! per esempio a seconda del tipo di “sedere” che volete…bello grosso come il mio oppure un po’ più smilzo? con una capoccina piccola o più evidente?

Quando assemblate le parti: zampe ed orecchie sono una delle chiavi dell’espressione finale. Con le zampe posizionate più all’esterno o più all’interno, le orecchie più avanti o più indietro l’espressione cambierà completamente.Prima di cucire le varie parti fate delle prove di posizionamento utilizzando degli spilli. Osservatelo in distanza e chiedetevi: “Mi piace o lo voglio diverso?”. Modificatelo secondo il vostro gusto.
Provate a anche a piegare le orecchie. Avrete nuove “faccine” dal vostro coniglietto.

Aggiungendo i dettagli: Gli occhi, assieme alle orecchie, sono la vera e propria “espressione” del coniglio.
Per gli occhi prendete in considerazione quelli “da fumetto” che si possono acquistare già fatti e si incollano in un secondo, ma pensate anche che due paillettes e due perline cucite come ho fatto io possono andare benissimo. Oppure due occhietti ricamati a punto nodini se proprio non avete nemmeno 2 perline! anche in questo caso, posizionate due spilli e decidete se vi piace come il vostro bunny… vi guarda!
Al collo potrete anche non mettere niente. Oppure un nastrino lungo 30 cm scelto fra i tanti che avrete dei regali ricevuti. Ma anche un cordino fatto con lo spago da cucina. Oppure, perchè no?, quel vecchio braccialetto di strass che non usate più per farlo versione “Playboy”! Io ne ho fatto uno così! Tutto nero, con le orecchie e la coda rosa, riciclando così altri avanzi microscopici. La ragazza cui l’ho dato l’ha piazzato su una sua sciarpa in cashmere e faceva un figurone.

BUNNY SQUARE (traduzione) – Coniglietto da un Quadrato di Maglia
by Jackie Erickson-Schweizer – foto by Paolo D.P.

E per la coda? un pom-pom, una pallina di feltro, una biglia di legno o di plastica recuperata dai giochi scassati dai vostri bimbi.

Non ci sono limiti e potete farne in quante versioni volete.

In ultimo (last but not least!), è un progetto di facilissima, immediata e istintiva realizzazione.
Preparato il coniglietto base, addobbarlo con i particolari è un gioco cui potete far partecipare anche i bambini!

************************IMPORTANTISSIMO!!!!*************************
SE L’UTILIZZATORE FINALE DEL CONIGLIETTO E’ UN BAMBINO O UN PORTATORE DI HANDICAP

– NON UTILIZZATE MAI PARTI CHE POSSANO ESSERE STACCATE CON FACILITA’ E MAGARI INGOIATE
– CUCITE CON FILO ROBUSTO RIPASSANDO TANTISSIME VOLTE LE PARTI IN MAGLIA PERCHÈ NON SI STACCHINO NÈ FUORIESCA DELL’IMBOTTITURA
– NON USATE FILATI TROPPO PELOSI O FANTASIA. I PELUCCHI DANNO LORO FASTIDIO
– SCEGLIETE FILATI SICURI SIA PER FIBRA CHE PER TINTURA

Tenete conto di queste regole ogni volta ritenete opportuno ed a seconda del destinatario.
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4 pensieri su “Bunny square (Coniglietto da un quadrato di maglia): traduzione

  1. Faccio amigurumi da diversi anni ma non avevo capito la differenza fra questi e i mochimochi. Una spiegazione per il coniglio super dettagliata, così seguendola, come fosse il coniglio bianco di Alice, è impossibile sbagliare. Mi farebbe piacere se guardassi i miei amigurumi, sono pressocchè schemi americani. Ciao, Anna.

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