Up-punti – Come (e perché) leggere i grafici per maglia

Ho deciso di scrivere questo post perché, sempre più spesso, nel gruppo dei Magliuomini di FB ho sentito molti parlare dei grafici come… la trigonometria applicata con supercazzola a sinistra!

Questo post è dedicato a loro.

Ho girato un bel po’ sul web italiano digitando nei motori di ricerca “leggere schemi maglia” ma non c’è un granché… se la stessa ricerca invece la lanciate scrivendo “read knitting charts” vi tocca attivare l’anti-phishing fra un po’!

Io ho sempre pensato che i grafici fossero più facili da leggere rispetto alle spiegazioni scritte dal giorno (benedetto quel giorno) che ho imparato a comprenderli e, finalmente, a scriverli.
Chiunque può avere la stessa mia fortuna con un impegno minimo.

E, siccome ogni punto di Up-punti sarà inizialmente corredato anche dalla spiegazione scritta ma col tempo questa sparirà (si lo so che potrei scriverla ugualmente…ma meno scrivo spiegazioni e più tempo mi resta per lo sferruzzo!), resteranno solo i grafici… Lo faccio con l’intento spudorato di diffondere in Italia sempre di più questo metodo, tanto quanto lo è già adesso all’estero. Gli ostinati che continueranno a preferire “leggere” invece di “osservare”, potranno sempre contare su una serie di post passati che spiegano come imparare questo strano “linguaggio maglistico”.

Cominciamo a decantarne le virtù.

1 – Sopratutto i complicati schemi traforati o pizzo (openwork & lace), o le intricate trecce dei maglioni aran si possono riassumere in un solo foglio di grafico mentre, dovendoli scrivere in forma estesa, possono prendere 2, 3, 4 e anche molte più pagine.

2 – Se dovete portarvi in giro un lavoro è meglio non rischiare di perdere metà della spiegazione perché è stampata su 5 pagine, no? Con i grafici, un foglio solo, i ferri, il filato. E’ tutto ciò che occorre.

3 – Va da sé che in alcuni casi è addirittura impossibile esprimersi diversamente se non attraverso un grafico.
Pensate ai lavori eseguiti a fair-isle, jacquard, ad intarsio, non traducibili diversamente se non con un grafico a colori.
E se dovessimo combinare l’uso di diversi punti contemporaneamente a un intarsio, per esempio? scrivere le spiegazioni sarebbe quasi impossibile… e terrificante anche il solo pensiero di doverle scrivere!

Quindi: ragione numero uno per scegliere il grafico rispetto allo scritto è la praticità e, per la stampa ridotta delle pagine, per l’ecosostenibilità.

Poi…..

4 – È davvero quanto di più visivo possa esistere per rappresentare in forma grafica un punto, se non addirittura un intero modello.
Vedere un grafico di maglia è esattamente come guardare il lavoro sul lato del diritto. Sempre.
Solo in alcuni rari (rarissimi) casi si possono trovare 2 grafici, uno per il diritto e uno per il rovescio del lavoro per una migliore comprensione o perché lo richiede il modello. Ma ripeto, è rarissimo. Personalmente, è accaduto una sola volta di incapparvici.

5 – Una volta compresi i concetti base un’occhiata al grafico sarà sufficiente a farvi un’idea del punto, qualche istante in più d’osservazione e potrete già riprodurlo con chiarezza. Immediatamente sarà lampante da quante ripetizioni in maglie e in ferri è formato, consentendovi quindi di stabilire se adatto a essere “piazzato” nel vostro lavoro oppure no.

6 – Avrete altrettanto chiaro, mentre lavorate, in quale punto del chart vi trovate, cosa avete fatto e dove… state andando!
Insomma, una panoramica del punto a maglia nella sua interezza e non “ora ti spiego come si fa questo punto: Avvia 30 m., lav. 1 dir, 2 rov, 3 acc. doppi. Ripeti per 4 v……. poi gira il lav. e quindi….da * a *…..etc….
….estenuante a scriversi e ancor di più a leggersi.

7 – Comprendere un grafico vi offre una maggiore velocità non dovendovi dedicare più alla lettura delle singole righe di spiegazione!

Quindi ragione numero due un bel risparmio di tempo.

E ancora……

8 – Proprio per la brevità dei grafici rispetto allo scritto, chi ha problemi visivi si affatica di meno non dovendo leggere chilometri di piccoli caratteri, magari disposti su 4 colonne, quasi a voler confondere meglio il “felice lettore miope o ipermetrope”.

9 – Anche le possibili tensioni muscolari si allevieranno. Ripetere continuamente i movimenti “avanti-indietro”, chinandovi per leggere le righe di scrittura, tiene il corpo in uno costante stato di tensione muscolare.
Se fate la maglia con l’intenzione di rilassarvi, imparate a usare i grafici! Una sbirciatina ogni tanto buttata da lontano sarà sufficiente a trovare il punto che cercate.
Uno stato di rilassamento muscolare giova pure allo sferruzzo stesso: le maglie saranno tutte molto più regolari e la tensione uniforme (avete notato come si lavora male se si è incriccati anche solo da un po’ di stress?). D’altronde in un grafico i disegni sono pochi rispetto alle tante, equivalenti parole. E i grafici sono più grandi e quindi si vedono meglio in distanza di tante piccole paroline! easy, no?

10 – E non ci dimentichiamo dei dislessici. Debbono a tutti i costi essere messi a dura prova con la lettura di “abbrev. che spiegano come lav. 1 f. a dir. senza volt. il lav”….??? Un’immagine per costoro dovrebbe essere di sollievo, credo.

Ecco quindi la ragione numero tre: il benessere (e già te pare poco?).

Infine…..

11 – Poiché i segni utilizzati nei grafici sono quasi un “linguaggio universale della maglia”, vi sarà semplice interpretare anche un punto che magari trovate esclusivamente con la spiegazione scritta, ma in lingua straniera.
Quante volte vi è successo di scovare un pattern che avreste voluto eseguire ma per via della scarsa (o nulla) conoscenza della lingua originale usata per scriverlo avete desistito dal realizzarlo?
Io parlo abbastanza l’inglese, un pattern in inglese lo capisco. Ma io non parlo turco ne’ capisco alcunché in questa lingua, tuttavia credo che potrei riuscire a comprendere un grafico composto da un turco, cosa impossibile a farsi se fosse scritto in lingua turca. In ogni caso certamente avrei almeno una speranza in più d’intuirlo!

Sono simboli, non parole.
Esattamente come nel linguaggio dei sordomuti. Chiaramente in “grafia magliesca” non ci esprime a gesti ma con dei simboli, e così tutti possiamo parlarci senza usare parole.
E io la trovo una cosa F-A-N-T-A-S-T-I-C-A-!

Ragione numero 4: l’intercultura.

12 – Chi desidera approfondire il proprio inglese un po’ scarsino potrà cogliere l’occasione, imparando ad associare il vocabolo scritto nella legenda a un determinato simbolo e di conseguenza apprendendone il significato anche in inglese.
Esempio: quando vedo questo simbolo e al suo fianco leggo questa parola

purl

sapendo che il pallino corrisponde a una singola maglia a rovescio, capirò che la parola purl significa rovescio in italiano!!
Dopo qualche tempo vi accorgerete di avere imparato un centinaio di termini senza nemmeno rendervene conto.

Non mi istigate oltre….. perché potrei proseguire per delle ore eh?
Sono quasi sicuro che esistono degli altri buoni motivi che adesso non mi tornano a mente.

Il primo schema sarà/dovrebbe essere “EDERA – introduzione ai punti traforati”. Una breve, brevissima infarinatura del diritto e rovescio e poi via, un cerchio rotondo vuoto che vuol dire “gettato” (yarnover, in inglese), una stanghetta sbieca che significa 2 m. insieme a dir o 1 acc. semplice, un quadratino bianco che significa dritto.

Alla prossima!

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19 pensieri su “Up-punti – Come (e perché) leggere i grafici per maglia

  1. Accidenti…qui dichiaro la mia grande difficoltà: conosco un inglese decente, da bambina ho imparato a parlare in esperanto (incredibilmente mia prima lingua) , me la cavo con una lingua slava considerata irripetibile dai più, ho imparato alfabeti di altre lingue, leggo linguaggi simbolici e grafici per le istruzioni dell’ origami ma non riesco a superare lo scoglio dei diagrammi di maglia: niente da fare, mi sento dislessica, impotente di fronte alla decodificazione, perlomeno se non si tratta di punti banali. Eppure singolarmente comprendo ciascun simbolo.
    Perché allora? Perché sono mancina e non è un handicap ma con i grafici lo è, lavoro in modo speculare: di fronte ad ogni riga una crisi atroce, devo leggere da destra a sinistra o da sinistra verso destra? E la riga dopo? E quella prima come l’avevo letta? Ma l’avevo letta davvero o l’ho saltata? ( giuro che ci ho messo di meno per imparare la numerazione cuneiforme. 😉 ) Così mi perdo e mi incasino da sola. E l’aiuto di un destro non funziona, otterró un lavoro speculare se il motivo é asimmetrico ma qualche volta un vero pasticcio. Una sola volta ho trovato in ravelry una chiara istruzione data da una knitter mancina ma non ho ancora osato fidarmi….in pratica non ne vengo proprio fuori, anche se sono potenzialmente d’accordo con tutto quello che ho letto. Percepisco il grafico dscriminante e frustrante, 😦 forse potrei fare la fotocopia su carta da lucido e rovesciarla ma chepp….faccio prima guardando la foto!
    Ops, scusami Paolo, ho scritto un papiro terribile…ma ogni tanto mi viene da scendere in piazza per i mancini…. 😉

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    1. Ma lo sai che invece stai lanciando un messaggio sicuramente molto interessante per molti? (sicuramente per tutti i mancini…).
      Tu sei mancina nel senso che fai scorrere le maglie dal ferro destro al sinistro, giusto?
      Quindi se io ti procurassi un grafico con la numerazione dei ferri invertita ai lati dovrebbe funzionare per te! lavoreresti leggendolo da sinistra a destra, proprio come è l’andamento del tuo lavoro, no?
      O almeno…credo d’aver capito questo 😀

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      1. Si, hai capito tutto bene 🙂 , può darsi che funzioni ma non sono sicura perché ci sono elementi asimmetrici che si invertono, ssk diventa k2tog e viceversa per cui di fronte ad una legenda per destri un mancino deve invertirsela, qualche volta il semplice simbolo grafico è intuitivo da capire ma poi nella successione dei punti tenere il controllo di tutto con eventuali ribaltamenti speculari mi diventa troppo brigoso. Forse mi perdo perché penso troppo di fronte ad ogni punto che presenta una possibile interpretazione speculare, bisognerebbe avere anche una legenda mancinain modo che il neofita non potesse avere dubbi.
        Una cosa simile succedeva quando imparavo a nuotare a stile libero: ho fatto fatica perché non riuscivo a decidere da quale parte mi fosse più comodo respirare finché un bravissimo istruttore mi ha dato una regola rigida a cui affidarmi e ho imparato!

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      2. mmmmm… o sai che ti dico?
        Che questo aspetto lo voglio studiare subito per un articolo di “Up-punti” dedicato ai mancini. Vediamo se i grafici ribaltati e aggiustati ammodo potrebbero servire 😉

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  2. Ciao Monica.
    la spiegazione scritta dei simboli è…sempre accanto ai simboli!
    Anche se inizia ad essere un “linguaggio” abbastanza diffuso, non c'è ancora un “dizionario” comune a tutti.
    Quindi fai sempre riferimento alla legenda che sempre (si spera!) è in corredo al grafico che hai scelto.
    Il designer o l'azienda che ha scritto il pattern ha certamente scritto cosa significa un determinato segno spiegandolo al suo fianco, appunto, nella legenda.
    Se hai un link e lo inserisci qui gli do un'occhiata volentieri e ti do una mano? vedi tu! 😉
    un abbraccio.P.

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  3. Si ma dove trovo la spiegazione scritta dei simboli?? E come si eseguono??
    es: la barretta con nil puntino cosa significa?? Sono una principiante e vorrei capire meglio questi grafici….grazie mille
    Monica

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  4. Lucia…e potrei aggiungere…tiè! :-d
    P.S.: ma lo sai che il tuo alias “Teriluce” è proprio bello e m'è sempre piaciuto anche prima di fare amicizia con te?
    Ti vedevo commentare nei post di FB e mi dicevo….ma chi sarà questa mistica Teriluce qua…?
    Scuro e luminoso allo stesso tempo!

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  5. questa è la volta buona che imparo a leggere i grafici:) mi rendo conto che hai ragione su tutte le ragioni che hai elencato, forse la più importante di tutte (almeno per me)l'intercultura:) leggerti è sempre un piacere Paolo, e da te s'impara sempre qualcosa:)))

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