A.A.A.: Cardigan cerca cintura disperatamente

Stavolta è stato il mio amico Enrico ha chiedermi di fare una “revisione” di un paio di cardigan: identici in tutto eccetto che per i bottoni. Su di uno c’erano su l’altro no. Bordo perfetto ma nessun bottone nè, tantomeno, corrispondente occhiello.
In qualche modo e da non so chi era stato convinto che ci fossero delle macchie da qualche parte.
“Dagli un’occhiata”, mi ha detto, “…e comunque vedi tu cosa c’è da fare”….Sufficiente? mah!
Bè….non avevano alcuna macchia. Meglio così.
Ma un bagnetto era comunque consigliabile: avevano ancora addosso l’odore del maglificio. Avete presente? un misto di cane bagnato e di stracci vecchi. Blah!
I maglioni erano di alpaca (di Lima della Filitaly-Lab, rimosso dal catalogo lo scorso anno, purtroppo) e meritavano un buon trattamento.
“Dammi del Lima in colore naturale”, ho detto ad Enrico “che vedo di sistemarli…magari qui una cintura..”. Già l’idea mi stava piacendo.

Gli ho lavati a 30° in lavatrice con Sfeltro (ottimo per i capi in lana pregiata) e ciclo lana con centrifuga a 200 giri.
Poi li ho distesi su grandi spugne da bagno e gli ho ridato la loro forma.
Arrotolati all’interno delle spugne e lasciati così una notte intera per fargli perdere l’eccesso di umidità.
Infine, lasciati asciugare su uno stendino (non appesi, ma “sdraiati” sopra, ovviamente !!!) a temperatura ambiente per un paio di giorni.
E, dopo la stiratura, et voilà il risultato

Nel frattempo però, mentre i maglioni asciugavano, mi chiedevo: “come diavolo gli faccio gli occhielli al cardigan che non ha bottoni? a macchina?…mmm. E se attaccasi delle asole con l’uncinetto? no, no..troppo “homemade”. E allora una zip? bruttissima….Ah, ecco. Una cintura semplice, semplice. Due passanti sulle cuciture laterali ed è fatta. Si. Ok! Procediamo”


Ora…chi mi conosce bene sa già che le cose troppo facili mi annoiano solo al pensiero.

Eppoi era tanto che volevo approfondire la lavorazione in diagonale ed una cintura era quello che mi serviva per fare pratica.
La maglia che si ottiene con questo metodo è piuttosto elastica, asseconda meglio le curve e perde più difficilmente la sua forma iniziale, rispetto alla maglia rasata tradizionale.
Insomma si comporta proprio come la stoffa quando viene tagliata in sbieco.
E’ quindi una tecnica utile, ad esempio, quando si ha bisogno di un bordo basso per profilare linee curve.
Oppure quando si vuole che un capo sia molto aderente ma non si sformi (una gonna, forse?)
“Una cintura”, mi dicevo “deve poter essere elastica ma non non perdere la sua forma con l’uso. Altrimenti alla fine ti ritrovi fra le mani un budellino lungo, lungo…Proviamo”.
 
Provati diversi numeri di ferri, quelli del 5 davano un campione come la maglia originale.
20 maglie mi sono sembrate la larghezza sufficiente, pensando che l’avrei piegata in doppio e cucita in lunghezza. Ecco dunque lo schemettino che mi sono preparato e l’inizio del lavoro
 
Non vi dico quanti ferri sono altrimenti mi pento d’averla fatta….ma lo schema va ripetuto per 16 volte!
I lavori in corso…

 

Terminata la cintura, gli ho riservato lo stesso trattamento dei maglioni (lavatrice, asciugatura, stiratura).
Ah…in lavatrice ci sono finiti anche i passanti, due. Ottenuti avviando 20 maglie, lavorate a maglia rasata diritta per 4 ferri e cucendo poi l’avviatura con la chiusura (una specie di piccolo bordino tubolare).
Ecco qua il risultato:

Speriamo che piaccia!

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